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Cordyceps sinensis: storia, studi e principi di utilizzo

Effetto Fisiologico attribuito dal Ministero della Salute

Funzionalità delle prime vie respiratorie, Naturali difese dell’organismo, Azione tonica e di sostegno metabolico.

Cordyceps sinenis

La traduzione letterale del suo nome cinese sarebbe “pianta d’estate, verme d’inverno”.
Il cordyceps sinensis o  ”Dong Chong Xia Cao’‘ è un fungo sotterraneo che vive in un bruco di falena, da quello stesso bruco, quando si trova in prossimità della superficie nel momento preciso dello scioglimento dei ghiacci invernali, prolifera. Macabro ed unico nel suo genere.

Va da sé che il Cordyceps sinensis viva in specifiche condizioni: ci devono essere falene le cui larve trascorrano parte della vita sottoterra nutrendosi di determinate radici, e soprattutto, deve fare molto freddo, ovvero il suolo deve essere sotto forma di permafrost. (Perma=sempre, frost=gelato). Queste condizioni si incrociano nella zona dell’Himalaya tra Bhutan, Nepal e Tibet.

Famosissimo nella Medicina Tradizionale Cinese per essere un fungo che aumenta l’energia e la vitalità, proviamo ad analizzare gli studi presenti in letteratura:

Le revisioni sistematiche di più studi parlano della possibile utilità di Cordyceps sinensis nei confronti soprattutto di fegato e reni, due organi emuntori. Gran parte degli studi includono un buon numero di soggetti (fino a 600), il che fa ben sperare per il prosieguo degli studi.

Immunomodulatore dal potere adattogeno: ”azione normalizzante”

Come tutti i funghi medicinali, ricchi di alfa- e beta- glucani, anche Cordyceps sinensis agisce sul sistema immunitario. Se non altro perché si tratta di un prebiotico, capace di nutrire e favorire il trofismo della flora batterica sana, sede operativa del sistema immunitario.

Le proprietà di regolazione del sistema immunitario di cordyceps sinensis sono state sfruttate per aiutare terapie immunosoppressive a seguito di trapianto di rene ed hanno dimostrando qualche risultato positivo. Perché immunosoppressive? Se il cordyceps aiuta il sistema immunitario perché dovrebbe sopprimerlo? La risposta risiede nella parola ‘’adattogeno’’. Si parla di pianta adattogena quando agisce sul sistema immunitario in maniera non specifica ad effetto generale con una azione normalizzante. Ciò significa che, se il sistema immunitario è in qualche modo depresso, la pianta adattogena lo sosterrà, se il sistema immunitario è sovrastimolato o non deve ribellarsi (malattie autoimmuni, trapianti), esso verrà controllato.

Protettore di fegato e reni

Il fungo medicinale Cordyceps sinensis ha dimostrato di essere d’aiuto verso l’infiammazione renale e nefropatia indotta da angiografia. Quest’ultimo studio è interessante: pazienti sofferenti di problemi cardiovascolari sono spesso chiamati ad effettuare una valutazione in ‘’angiografia’’, ovvero un esame radiologico che permette di vedere vasi sanguigni e linfatici per mezzo di un liquido cosi detto di ‘’contrasto’’ iniettato nel ventricolo sinistro affinché possa irrorare e ‘’colorare’’ per contrasto i vasi. Il danno renale indotto da mezzo di contrasto è di solito transitorio e la creatinina ritorna ai valori basali dopo due settimane. La sofferenza renale inizia subito dopo l’esame senza sintomi e, spesso, senza alcuna contrazione della diuresi.

A ogni modo, per arginare i danni da angiografia, 50 pazienti sono stati trattati con Cordyceps sinensis 3 giorni prima e 3 giorni dopo dell’angiografia (Zhao K et al.) mostrando effettivamente una riduzione dei marcatori di stress renale. I meccanismi ipotizzati sono la riduzione della resistenza vascolare renale, l’aumento del flusso sanguigno renale e la riduzione del danno dei microvasi renali e della struttura dei tessuti. (immagine 1)

La riduzione di marcatori di stress renali ed epatici (effetto detox) si è evidenziata in altri studi:

  • (Zhang ZH et al.) hanno potuto constatare la riduzione di marcatori di infiammazione renale utilizzando cordyceps sinensis assieme al farmaco ACE inibitore
  • (Wang XB et al.) dopo 6 mesi di integrazione di Cordyceps sinensis in pazienti affetti da Epatite B e fibrosi hanno misurato la riduzione delle transaminasi ALT e AST, i cui valori aumentati sono solitamente indice di un danno epatico.
Immagine 1: Riduzione di marcatori di stress renale da angiografia di contrasto, dopo assunzione di Cordyceps sinensis

La notorietà in tutto il Mondo, il Cordyceps la raggiunse dopo i fatti accaduti alle Olimpiadi di Atlanta del 1996: effetto energetico e tonico.

Ai giochi olimpici di Atlanta ’96 avvenne che gli atleti cinesi riuscirono a migliorare diversi record di atletica a seguito dell’integrazione con Cordyceps sinensis. Le autorità di controllo spinte da inchieste giornalistiche alzarono un polverone circa la legalità del fungo a livello sportivo: si voleva capire se si trattasse di doping.

Il tutto si concluse con un nulla di fatto. A livello sportivo però resta uno studio effettuato al Center for Human Nutrition, University of California, Los Angeles (Chen S et al.) in cui l’effetto di cordyceps integrato per 12 settimane ha di fatto migliorato la resistenza all’acidosi lattica e l’iperventilazione sotto sforzo. Il campione preso in esame, particolarmente sensibile a miglioramenti sul piano fisico, erano venti (20) anziani sani di età compresa tra i 50 e i 75 anni, ed hanno assunto circa 1000 mg al giorno in 3 somministrazioni in capsula (immagine 2)

Immagine 2: L’integrazione di Cordyceps sinensis sembra migliorare le performance atletiche. Da una parte aumenta la soglia sopra alla quale si accumula acido lattico (resistenza all’acidosi lattica), dall’altra aumenta la soglia ventilatoria nel post attività, la soglia in cui la velocità di incremento della produzione di anidride carbonica supera quella del consumo di ossigeno (iperventilazione sotto sforzo). Più il soggetto è allenato, più queste due soglie saranno alte.

Il benessere delle vie respiratorie

Abbiamo visto come le proprietà di miglioramento performance riguardano principalmente la ossigenazione e la respirazione. Non a caso il Cordyceps sinensis ha dimostrato potenziali benefici anche per le vie respiratorie: in uno studio (Wang NQ et al.) hanno somministrato il fungo per 2 mesi in pazienti affetti da asma cronica, riuscendo ad osservare diminuzioni significative di marcatori di reazioni allergiche, marcatori di infiammazione e marcatori di rimodellamento bronchiale.

Cordyceps sinensis nell’utilizzo quotidiano

Cordyceps sinensis rimane uno dei funghi medicinali più interessanti, non solo perché è il fungo con il maggior numero di effetti fisiologici approvati dal Ministero della Salute, ma perché il suo profilo nutrizionale e di principi attivi continua a muovere l’interesse di nuovi studi.

Soprattutto per quanto riguarda la cordicepina, una molecola simile alla adenosina, che dimostra molteplici funzioni fisiologiche, come l’attività antiossidante, l’attivazione del sistema immunitario, effetti migliorativi sulle prestazioni sessuali fino ad effetti anti Parkinson ed antidiabete.

Nonostante i funghi medicinali ammessi dal ministero della Salute siano Integratori alimentari, per i quali non è necessaria la ricetta medica, al fine di garantire la sicurezza dei funghi medicinali, come dei nutraceutici in genere, e sfruttare a pieno le loro potenzialità, è di fondamentale importanza il suggerimento da parte di un Medico o un Biologo Nutrizionista esperti in micoterapia, ma anche di un farmacista o un erborista preparato.

Sebbene tutti i funghi, come abbiamo già detto, contengano il medesimo principio attivo, ciò non significa che tutti agiscano allo stesso modo. Il prezioso consiglio personalizzato da parte di un professionista in Italia fortunatamente avviene regolarmente, a differenza di paesi come gli Stati Uniti in cui l’elevatissimo l’auto-consumo veicolato dagli acquisti online, fa anche registrare i più alti tassi di insuccessi e concentra i pochi casi di effetti avversi.

Principi di utilizzo: indicazioni, posologia, biodisponibilità

Le indicazioni principali di Cordyceps sinensis sono ”immunodeficienze” e ‘‘performance atletica”, tra le indicazioni secondarie troviamo: asma, disturbi renali, prevenzione da nefropatia da mezzo di contrasto, disturbo ipo-attivo del desiderio sessuale, benessere del fegato.

Principali meccanismi di azione: adattogeno, aumento della attività delle cellule Natural Killer e macrofagi, rilascio, modulazione e sopravvivenza dei linfociti T e B.

La biodisponibilità orale non è mai stata investigata negli studi, ma la minima dose efficace testata su bambini, adulti ed anziani risulta essere 400 milligrammi al giorno, con titolazione in polisaccaridi dal 10 al 60%.

Autore:
Dr. Matteo D’Elia, Biologo Nutrizionista Anti-Age | Dipartimento tecnico-scientifico Santiveri Italia

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