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Biologo Nutrizionista
Esperto di tecniche di rilassamento

In una frase: Una dieta o un percorso nutrizionale non devono essere ''stressanti''

A chi è rivolto

Gestione dello Stress

Lo stress affligge tutti: di fatto, per stress si intende qualsiasi situazione poco prevedibile e sulla quale non abbiamo il controllo. Inoltre, la vera discriminante non è quando è forte il fattore di stress, bensì quanto il nostro corpo è capace di adattarsi e tornare a posto, una volta finito lo stimolo stressante.

Per molte persone, la sola idea di mettersi ‘’a dieta’’ risulta essere ‘’stressante’’. Modificare le abitudini alimentari coinvolge spesso la famiglia, coinvolge chi si occupa della spesa o chi si occupa di cucinare, non sempre si adatta a particolari esigenze come turni di lavoro, figli piccoli, pranzi fuori casa. In altre parole, un percorso alimentare nuovo, innovativo e rispettoso deve considerare il fattore stress come principale ostacolo alla sua buona riuscita

 

Valutiamo lo stress alla partenza, adottiamo tecniche per la sua gestione, ripetiamo le misurazioni alla fine del percorso

Avendo misurato la situazione in maniera accurata, il Nutrizionista Nutrimed elaborerà un piano altamente personalizzato e calibrato sugli impegni e sulla suscettibilità al fattore stress della persona:

  • Misurazione iniziale: test del cortisolo salivare + cardio frequenzimetro
  • Progetto alimentare personalizzato
  • Tecniche di rilassamento e respirazione, modulazione dell'attività fisica
  • Misurazione finale


La chiave di lettura del fattore ‘’stress’’ è presente in tutti gli interventi dei nutrizionisti di Nutrimed, poiché riteniamo che la facilità di un percorso nutrizionale e la compatibilità con gli impegni di ogni giorno siano fattori importantissimi per ottenere un risultato.

La stima del fattore ''stress'' avviene attraverso parametri ormonali come il Test della saliva e parametri neurovegetativi per mezzo di un cardio frequenzimetro. Questi valori possono dare una indicazione sul livello di stress oltre che, più importante, sulla capacità della persona di reagire allo stress.

Lo stress è nocivo?

Ebbene si. Lo stress è a tutti gli effetti un fattore nocivo. Per stress intendiamo la difficoltà del nostro organismo a far fronte ad un disequilibrio.


Dormire poco, mangiare poco, fumare, lavorare molto duramente, urlare spesso in casa, vivere situazioni di ansia o tensioni, generano stress, lo stress aumenta l’infiammazione di basso grado, questa condizione aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità e patologie autoimmuni.

Il caso delle infermiere americane


Lo stress è uno dei mali del nostro secolo. La gestione del lavoro, della famiglia, della vita sociale e il tutto a ritmi sempre più frenetici e con sempre crescenti esigenze, può essere fonte di stress, che ci porta ad essere perennemente agitati, poco lucidi e fisicamente provati. Sintomi come: mal di testa, eruzioni cutanee, alopecia, calo della libido, carie ai denti, sonnolenza, confusione mentale cronica, ecc. a volte non sono segnali di infezioni o malattie precise, ma l'imputato principale diventa lo Stress. Una vera e propria sindrome di ri-adattamento in cui ''stressor'' esterni compromettono il nostro equilibrio. Lo stress è il motore dello stato infiammatorio cronico, principale fattore di rischio per tutte le malattie croniche degenerative

Ridurre lo stress diventa un fattore decisivo al giorno d'oggi.


Lo conferma l'interesse dei ricercatori della Harvard School of Public Health che hanno pubblicato un’analisi del loro grande studio di 16 anni sulle infermiere americane circa la relazione tra la frequentazione di funzioni religiose e la mortalità. La funzione religiosa intesa come meditazione, per le infermiere americane appunto, è stata valutata in ''quante volte andavano in chiesa'', ma è estendibile al buddismo, islamismo, ebraismo o qualsiasi altra forma di meditazione, e quindi, a quella pratica che rilassa la mente, rallenta la respirazione e riduce la frenesia della vita. Interpretando i 13.000 decessi nel corso dello studio è chiaramente apparso che le infermiere che andavano in chiesa 2 volte a settimana avevano -20% di mortalità (a parità di tutti gli altri fattori), coloro che andavano 1 volta a settimana manifestavano il 10% in meno di mortalità; le infermiere che alla domanda ''Quante volte andate in chiesa?'' rispondevano ogni tanto avevano una mortalità inferiore del 5% rispetto ad infermiere che non andavano mai.

Dati da interpretare con cautela ma che suggeriscono in maniera molto chiara quanto sia importante e necessario ridurre lo stress per ridurre lo stato infiammatorio cronico, una patologia importante, non ancora diagnosticata.


15 Gennaio 2021
Fitoterapiacontro lo stress

Stress: come ridurlo e come gestirlo?

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