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Protocollo per capillari fragili, edemi e gonfiori

Esiste una categoria di nutraceutici o fitoterapici adatti alla flebologia, la branca di angiologia che si occupa dei disturbi della circolazione, in particolare quelli di natura venosa.

Piante come la Centella, il Rusco, la Vite, eccetera, sono talmente presenti e note nelle formulazioni di integratori alimentari, quasi da averne saturato l’impiego, quasi a renderle ”scontate”. La realtà è che il loro potenziale e meccanismo d’azione è sia ben descritto che ben documentato, si tratta solo di saperli utilizzare in maniera corretta e scegliere le formulazioni di qualità.

Perché si gonfiano le gambe?

Tutto dipende da quella che viene chiamata ”impalcatura connettivale”: le pareti del vaso. I vari fattori di rischio tra cui soprattutto il caldo, la stasi (stare sempre seduti e sempre in piedi) e la dieta, oltre ai noti fumo, alcool e sedentarietà, concorrono a creare ipertensione prolungata sulle pareti dei vasi, ed alla lunga questo comporta atrofia fibro-muscolare e sclerosi connettivale, in altre parole le pareti dei vasi si indeboliscono, si sgretolano, si sfilacciano.

Questo segna l’esordio della vasodilatazione e dell’aumento di permeabilità, con conseguente fuoriuscita di plasma, ristagno e formazione di edemi e gonfiore.

Il dolore agli arti inferiori

Tutti questi meccanismi sopra descritti e interconnessi generano le tipiche sensazioni di gambe gonfie, gambe pesanti, sensazione di calore e capillari rotti. In particolare il dolore è riconducibile all’infiammazione che si viene a creare! La conseguenza diretta della fuori uscita di plasma e formazione di edemi è appunto l’infiammazione, ma sono anche possibili piccole lesioni parietali a carico dei vasi linfatici, complicando così le operazioni di drenaggio. Un circolo vizioso che non fa altro che aumentare la sensazione di disagio e l’infiammazione.

Il protocollo DR.VR.A di Nutrimed

Un protocollo completo, per come lo intendono i Nutrizionisti di Nutrimed, è una sequenza di consigli e abitudini da intraprendere al fine di contrastare il disturbo in questione, capillari fragili, edemi e gonfiori, affrontano tutti i fattori che lo determinano, senza tralasciare nulla.

La clinica non smentisce questa affermazione. Integratori multi-componente contenenti cioè più piante e nutraceutici attivi su diversi fattori, hanno dimostrato grande efficacia, sicuramente maggiori rispetto a preparazioni mono-componente, ma talvolta anche maggiori rispetto preparazioni farmaceutiche ben consolidate per trattare, ad esempio, crisi emorroidaria acuta.

Il protocollo DR.VR.A fissa i 5 punti chiave per capillari fragili, edemi e gonfiori:

  1. Disinfiammare e controllare la pressione sulle pareti vascolari
  2. Rinforzare le pareti vascolari danneggiate
  3. Vasocostringere ridurre cioè al conferenza dei vasi
  4. Ridurre l’edema, drenando il plasma fuori uscito
  5. Antiossidare, per ”mantenere” il risultato ottenuto

1. Alimentazione antinfiammatoria e per controllare la pressione alta: dieta DASH

Se la pressione sulle pareti vascolari può determinare l’iniziale disfacimento di queste ultime, e l’infiammazione è il minimo comune denominatore di tutti gli eventi che si susseguono, la prima cosa da fare è assicurarsi una dieta antinfiammatoria e che controlli i livelli pressori.

La dieta anti infiammatoria per eccellenza è una dieta che pone grande attenzione all’equilibrio tra grassi omega-3 e grassi omega 6, bilanciando il loro rapporto a 1:4 (1 omega-3 vs 4 omega-6). In concreto significa consumare con maggiore regolarità: Salmone, Alici e Sardine, Noci, Semi di Lino e Chia e Borragine, le principali fonti di omega-3. Laddove qualche alimento elencato non fosse gradito o non si potesse consumare è possibile integrare omega-3 in perle fino a 250 mg al giorno.

La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) non è una dieta preimpostate, bensì una serie di approcci dietetici contro l’ipertensione realizzati e personalizzati in base alla situazione di partenza di ogni persona. Esistono persone con pressione medio/alta che mangiano pochissimo sale per intenderci, è quindi una serie di consigli (alimentari, alimenti funzionali, nutraceutici e motori) che il vostro Nutrizionista può realizzare su misura.

2 . Rinforzare le pareti vascolari danneggiate: Vaccinium myrtillus e Centella asiatica

Sono principalmente due i botanicals che possono rinforzare le pareti vascolari, ed agiscono in maniera differente:

Vaccinum myrtillus contiene antocianosidi, le cui formule chimiche posseggono carica elettrica positiva; questa, interagisce con le cariche negative presenti nelle teste polari dei fosfolipidi endoteliali. Questo legame permette agli antocianosidi di irrobustire fisicamente le pareti dei piccoli vasi.

Centella asiatica contiene sostanze attive chiamate triterpeni, l’insieme di queste sostanze prende il nome di CAST (Centella Asiatica Selected Triterpenes). Queste molecole agiscono sul collagene, incrementando la produzione di un aminoacido (L-Idrossiprolina) il quale conferisce maggiore stabilità alla molecola di collagene. Uno studio ha osservato come l’aggiunta di triterpeni da Centella ad una coltura di fibroblasti umani ha aumentato la quantità di collagene secreto.

Dosaggi consigliati: Estratto di Mirtillo 80-320 mg/ die, estratto di Centella asiatica 30-120 mg/die, entrambi titolati.

Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica. 2019 #SiNut

3. Vasocostringere, ridurre cioè al circonferenza dei vasi: Escina e Ruscus aculeatus

L’Escina è una saponina che deriva dall’ippocastano. Numerosi trial clinici hanno documentato effetti benefici nei confronti di edemi e circonferenza dell’arto colpito da insufficienza venosa cronica. Uno studio randomizzato ha paragonato l’utilizzo di Escina orale alla terapia elasto-compressiva con calza per un periodo di 12 settimane, i risultati erano simili con il vantaggio che l’Escina offriva maggiore compliance.

Ruscus aculeatus contiene anch’esso saponine, in particolare la ruscogenina interagisce direttamente con i recettori adrenergici posti sulle cellule muscolari delle pareti venose e riescono ad esercitare una buona vasocostrizione.

Dosaggi consigliati: Escina < 75 mg (calcolati come escina pura), estratto di Ruscus aculeatus 150-300 mg/die titolato in ruscogenina.

Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica. 2019 #SiNut

4. Ridurre l’edema: Bromelina

Oltre l’Escina da Ippocastano la quale ha dimostrato di poter ridurre l’edema, troviamo la bromelina, un enzima proteolitico contenuto nel gambo acerbo dell’Ananas. La spiegazione dell’attività di Bromelina (la meno nota delle altre descritte fin qui) può essere spiegata per mezzo della sua attività proteolitica nei confronti di proteine ”infiammatorie” come fibrinogeno e bradichinina.

Dosaggio consigliato: Bromelina da 40 a 300 mg / die (calcolati come bromelina pura)

Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica. 2019 #SiNut

5. Antiossidare al fine di mantenere il benessere vascolare e i risultati ottenuti: Vitis Vinifera

L’estratto di Uva (Vitis Vinifera) contiene particolari polifenoli chiamati OPC oligomeri procianolidici e corrispondono ad una particolare miscela di catechine e tannini. In diversi studi hanno dimostrato numerosi benefici tra cui: fortissimo potere antiossidante, capacità di sottrazione di ioni metallici (ferro e rame) nei tessuti danneggiati, antagonismo nei confronti di enzimi proteolitici infiammatori che danneggiano le fibre di collagene. Insomma sono grandi ”protettori” e mantengono la situazione stabile. Gli OPC da Vitis hanno il problema di essere poco biodisponibili, per questo è possibile reperirli anche in picnogenolo da corteccia di pino o da Biancopsino.

Dosaggio consigliato: estratto di Vite (semi) 100-300 mg /die

Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica. 2019 #SiNut

Altri suggerimenti utili per favorire la vasocostrizione sono i getti di acqua fredda, ogni giorno, soprattutto nei giorni particolarmente caldi, da protrarre per almeno 5-8 minuti.

Dr. Matteo D’Elia, Biologo Nutrizionista Nutrimed antiage

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