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Rinforzare il Sistema immunitario – pt. 2

Fitoterapia per il sistema immunitario

Esistono piante medicinali per cui la ricerca scientifica o la tradizione erboristica, hanno segnalato potenziali contributi positivi nel potenziamento del sistema immunitario. La brevissima rassegna di piante sotto elencate sono tutte ammesse dal Ministero della Salute come ingredienti utilizzabili per gli integratori alimentari e, per le quali, definisce anche gli effetti fisiologici approvati e condivisi.

Uncaria tomentosa (Naturali difese dell’organismo)

L’uncaria sembra in grado di potenziare l’attività delle cellule NK e dei linfociti T, perciò potrebbe avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche.

Rosa canina (Azione di sostegno e ricostituente | Antiossidante)

Il gemmoderivato di rosa canina ha proprietà immunomodulante, cioè regola la risposta immunitaria dell’organismo, conferendo al preparato una indicazione specifica per tutte le forme di allergia.

Astragalus membranaceus (Naturali difese dell’organismo | Tonico e adattogeno)

Le radici dell’astragalo contengono saponine triterpeniche, flavonoidi, amine piogene e polisaccaridi. In particolare, i polisaccaridi stimolano il sistema immunitario, rafforzando i naturali meccanismi di difesa dell’organismo, nei confronti di infezioni.

Curcuma Longa (Antiossidante)

Riconosciuta come protettiva del sistema immunitario è anche un potente antiossidante in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e di danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo.

Rhodiola rosea (Tonico e Adattogeno | Tonico stanchezza fisica e mentale)

Le radici di rhodiola hanno un’azione adattogena, proprietà provate scientificamente e riconducibili alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, in particolare il salidroside e la rosavidina

Aloe arborescens (Funzioni depurative dell’organismo | Benessere della gola)

Il fitocomplesso dell’Aloe contiene numerosissimi principi attivi dalle proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, depurative, nutrienti, rimineralizzanti. In particolare l’Acemannano, è risultato avere proprietà immunomodulante, cioè in grado di regolare le risposte immunitarie agli agenti infettivi o sensibilizzanti, come nel caso delle allergie o delle malattie autoimmuni.

Zenzero (Nessun effetto relativo al sistema immunitario)

Nella medicina cinese la radice essiccata e la radice fresca sono considerate due rimedi diversi, con proprietà molto diverse. Sembra che lo zenzero possa inibire l’adesione di alcuni batteri alle cellule umane, in quanto è un inibitore dell’elastasi, una proteina che utilizzano appunto i batteri per insediarsi.

Liquirizia (Fluidità delle secrezioni bronchiali | Benessere di naso e gola)

Sebbene ne esistano fino a 30 specie autoctone, la glicirrizina contenuta nella liquirizia ha spesso mostrato effetti antivirali. Il Ministero della salute attribuisce ‘’benessere di naso e gola’’ come effetto fisiologico. Allo stesso tempo il suo utilizzo non dovrebbe protrarsi oltre le 4 settimane e, con apporto di acido glicirrizico superiore ai 200 mg, l’assunzione per periodi prolungati deve coinvolgere il parere del medico

Quercetina

Ci ritroviamo a parlare di quercetina per un motivo ben preciso. Perché nelle riviste si legge che la Quercetina può essere utile contro Coronavirus?

Iniziamo con il dire che il CNR ha effettuato “studi in silico” (ovvero proiezioni a computer attingendo ad un database di strutture chimiche già conosciute) ed ha visto che la struttura chimica della quercetina potrebbe inibire un enzima presente in tutti i tipi di Coronavirus in maniera efficace.

Un dato interessante che, tranne per la stampa giornalistica che ne ha già annunciato i ‘’benefici’’, necessita di un dovuto ridimensionamento. Al di là della appena individuata capacità della quercetina di agire sul bersaglio terapeutico, anche in maniera piuttosto efficace, ed al di là del fatto che è ancora da “provare” sull’uomo, il vero problema di questo flavonoide è la biodisponibilità.

La biodisponibilità orale infatti è del 2% per singola dose. L’assorbimento stimato di quercetina glucoside varia dal 3% al 17% in individui sani (poiché l’assorbimento varia da persona a persona in base alla salute dell’apparato digerente e non solo). Mangiando i capperi assumo la quercetina necessaria? No.

Dunque, la quercetina sembra possa funzionare, o meglio ha dimostrato in Silico che effettivamente potrebbe inibire una proteina del virus. Ma se non arriva in quota sufficiente al bersaglio perché viene degradata prima come facciamo a verificare se funziona veramente? Al momento non è possibile. Si sta studiando come aumentare questa quota biodisponibile. Una via potrebbe essere sicuramente l’associazione ad uno zucchero (glicosidi della quercetina) tra cui l’indiziato principale sembra essere il sucralosio. Ma anche l’associazione ad un fosfolipide come ad esempio la lecitina può essere promettente. Questo al fine di permettere alla quercetina di arrivare a bersaglio.

Dr. Matteo D’Elia Biologo Nutrizionista antiage, membro del dipartimento scientifico di Santiveri Italia e Medical Writers.

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