Ogni figlia è associata a circa 74 settimane di vita in più per il padre. Ecco cosa dice lo studio e cosa hanno aggiunto le ricerche più recenti.
Quanto incidono i figli sulla nostra longevità? E l’effetto è lo stesso per madri e padri? A queste domande ha provato a rispondere uno studio dell’antropologa Grazyna Jasienska dell’Università Jagellonica di Cracovia, pubblicato sull’American Journal of Human Biology.
Il risultato è curioso: i padri di figlie femmine vivono più a lungo. Analizzando i dati di 4.310 genitori di una comunità rurale polacca (2.163 padri e 2.147 madri), i ricercatori hanno osservato che ogni figlia è associata in media a 74 settimane di vita in più per il papà, quasi un anno e mezzo. I figli maschi, invece, non hanno alcun effetto sulla longevità paterna.
Per le madri il quadro si ribalta: ogni figlio, maschio o femmina, è associato a circa 95 settimane di vita in meno.
Ogni figlia è associata a circa 74 settimane di vita in più per il papà
Perché i padri circondati da figlie femmine sono più longevi?
Lo studio è osservazionale: rileva un’associazione, non dimostra un rapporto di causa-effetto. Gli autori però propongono alcune ipotesi.
La più immediata riguarda la cura. Nella comunità studiata, come in molte altre, erano soprattutto le figlie ad assistere i genitori anziani: aiuto in casa, compagnia, attenzione alla salute. Tutti fattori che proteggono da uno dei grandi nemici della terza età, la solitudine. Questa spiegazione da sola però non basta: non chiarisce perché lo stesso aiuto non allunghi anche la vita delle madri.
La pista ormonale: il testosterone
Sappiamo che diventare padri abbassa il testosterone. Uno studio che ha seguito per oltre quattro anni 624 giovani uomini nelle Filippine ha mostrato che, dopo la nascita di un figlio, i livelli calano in modo marcato (in media del 26% al mattino e del 34% la sera), soprattutto nei papà più coinvolti nella cura dei bambini.
Alcuni ipotizzano che una casa piena di figlie riduca la competizione tra maschi e mantenga il testosterone paterno su livelli più moderati, con un piccolo vantaggio per la salute. È un’ipotesi suggestiva, ma ancora da verificare.
Il testosterone resta un alleato della salute maschile: conta l’equilibrio. Livelli troppo bassi si associano a stanchezza, calo della libido e perdita di massa muscolare; livelli troppo alti, soprattutto quando derivano da un’assunzione esterna, possono aumentare l’ematocrito e favorire comportamenti più a rischio.


E le madri? Il ”costo energetico” della gravidanza
Per le mamme lo studio racconta un’altra storia. L’aiuto delle figlie in età avanzata non compensa il costo biologico della riproduzione: gravidanze e allattamento richiedono un dispendio fisico e metabolico importante.
In una comunità rurale con famiglie numerose, gravidanze ravvicinate e un’alimentazione spesso insufficiente, questo costo si traduceva in una vita più breve, indipendentemente dal sesso dei figli.
Per invertire la tendenza, il costo energetico della gravidanza deve e può essere bilanciato a livello alimentare!

Cosa dicono gli studi più recenti?
Negli ultimi anni il quadro si è arricchito, e in parte sfumato.
Avere figli, in generale, si associa a una vita più lunga. Uno studio svedese su oltre 1,4 milioni di persone nate tra il 1911 e il 1925 ha rilevato che a 60 anni i padri avevano un’aspettativa di vita di circa 2 anni superiore rispetto agli uomini senza figli, e le madri di 1,5 anni. In questo caso, però, il sesso dei figli non faceva differenza.
Per le donne conta il “quanto” e il “quando”. Uno studio finlandese pubblicato a inizio 2026 su Nature Communications ha seguito quasi 15.000 gemelle nate tra il 1880 e il 1957, misurando in oltre mille di loro l’invecchiamento biologico con gli orologi epigenetici. Le donne con più di quattro figli vivevano meno e invecchiavano più in fretta; ma, a sorpresa, anche le donne senza figli mostravano un invecchiamento accelerato. Il profilo più favorevole era quello di chi aveva avuto 2-3 figli tra i 24 e i 38 anni.
Gli stessi autori precisano che si tratta di dati di popolazione, non di indicazioni per le scelte individuali. È probabile che anche l’“effetto figlie” dipenda molto dal contesto: pesava in una comunità rurale del passato, dove erano le figlie a occuparsi dei genitori anziani; pesa meno dove esistono servizi e reti di supporto diverse. Ciò che sembra contare davvero è la qualità delle relazioni e del supporto nella terza età.
Come favorire la longevità materna?
Il costo energetico di una gravidanza è alto, ma può essere sostenuto con un’alimentazione corretta e il giusto supporto. Alcuni punti da cui partire:
- Arrivare alla gravidanza in buona condizione nutrizionale: normopeso, alimentazione varia ed equilibrata, attività fisica regolare, stress sotto controllo.
- Curare la qualità degli alimenti: frutta e verdura di stagione (meglio se biologiche o dell’orto), uova di galline allevate a terra o all’aperto, pesce azzurro di piccola taglia, carne da filiera controllata, cereali integrali o poco raffinati.
- Rispettare i tempi di recupero: l’OMS raccomanda di attendere almeno 24 mesi tra un parto e la gravidanza successiva, per permettere all’organismo di ricostituire le proprie riserve.
- Farsi seguire da un professionista per un’eventuale integrazione mirata, a partire dall’acido folico già prima del concepimento.
In sintesi
- Nello studio polacco ogni figlia è associata a circa 74 settimane di vita in più per il padre; i figli maschi non hanno effetto.
- Per le madri, ogni figlio è associato a circa 95 settimane in meno.
- Studi più ampi e recenti indicano che essere genitori, in generale, si associa a una vita più lunga; per le donne, sia molti figli sia nessuno si legano a un invecchiamento più rapido.
- Sono associazioni, non cause: relazioni, supporto sociale e stile di vita restano le leve più importanti per una buona longevità.
Bibliografia
Jasienska G, Nenko I, Jasienski M. Daughters increase longevity of fathers, but daughters and sons equally reduce longevity of mothers. Am J Hum Biol. 2006;18(3):422-5. doi:10.1002/ajhb.20497
Gettler LT, McDade TW, Feranil AB, Kuzawa CW. Longitudinal evidence that fatherhood decreases testosterone in human males. Proc Natl Acad Sci USA. 2011;108(39):16194-9. doi:10.1073/pnas.1105403108
Modig K, Talbäck M, Torssander J, Ahlbom A. Payback time? Influence of having children on mortality in old age. J Epidemiol Community Health. 2017;71(5):424-30. doi:10.1136/jech-2016-207857
Epigenetic aging and lifespan reflect reproductive history in the Finnish Twin Cohort. Nat Commun. 2026;17:44.
Autore:

Nutrizione e Nutraceutica Antiage Test di Nutrigenetica
Approfondimenti:
Stress: biologia, adattamento e patologia.
Microbiota Intestinale
