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Rinforzare il sistema immunitario. Parte 1 – Le barriere fisiche

Difese naturali, batteri e virus, piante medicinali, micoterapia

Il sistema immunitario è il complesso sistema di difesa di cui il nostro organismo è dotato per proteggerci ogni giorno da virus, batteri, xenobiotici, tossici, raggi ultravioletti e agenti stressogeni in generale.

Gli agenti patogeni spesso non sono facili da contrastare: sono sempre pronti a cambiare veste, altamente mutevoli nella forma e nella funzione, tale da rendere il lavoro di protezione sempre difficile e, a volte, addirittura inadatto. Basti pensare ai virus che conosciamo da una vita come quello dell’AIDS talmente mutevole da non avere ancora una cura; pensiamo anche al nuovo fenomeno della batterio-resistenza, spaventoso scenario in cui i batteri iniziano a resistere a tante tipologie di antibiotici; fino ai nuovi disruptors, anche conosciuti come interferenti endocrini, una nuova categoria di agenti nocivi contenuti in oggetti di utilizzo quotidiano come plastica, insetticidi, materiali industriali, che vede allungare il proprio elenco ogni giorno e per la maggior parte dei quali non si conoscono ancora appieno gli effetti.

Il sistema immunitario è composto dalla Immunità innata (congenita) la quale comprende tutte le risposte immunitarie pre-esistenti alle infezioni. Si tratta della prima linea di difesa pronta a bloccare ed eradicare le infezioni. Il sistema immunitario inoltre è composto dalla Immunità acquisita (adattiva) che si sviluppa in un secondo tempo, solo dopo l’esposizione ad agenti estranei, ed è specifica per ogni singolo agente.

Cos’è l’immunosenescenza?

Il declino della funzionalità del sistema immunitario con il passare degli anno, l’immunosenescenza, porta ad un aumentato rischio di infezioni, patologie infiammatorie croniche ed autoimmuni. Per definizione, l’immunosenescenza è caratterizzata da uno squilibrio delle comunicazioni immunitarie a favore di comunicazioni pro-infiammatorie che conducono ad una condizione di infiammazione cronica di basso grado definita ”inflammaging”, infiammazione legata all’età. Nelle persone anziane infatti, risulta compromessa sia la funzione immunitaria innata che acquisita.

La prima linea di difesa: le barriere fisiche

Il nostro Sistema Immunitario possiamo immaginarlo come una struttura a tre livelli: le barriere fisiche, le difese aspecifiche e le difese specifiche. Ogni livello agisce a step ed in sinergia con il livello successivo.

Le barriere fisiche sono la prima linea delle nostre difese, il loro compito è quello di ridurre al minimo l’ingresso nell’organismo di qualsiasi tipo di nemico: dai raggi ultravioletti fino a batteri e virus. Le barriere fisiche sono rappresentate da:

1 Tessuto epiteliale di rivestimento: La pelle con annesse le secrezioni sebacee che hanno potere antimicrobico.

2 Muco – Ciglia: Presenti nelle cavità respiratorie, il muco contiene enzimi antibatterici e le  ciglia con il loro movimento allontanano le particelle estranee che dovessero entrare.

3 Acidità del ph: Nello stomaco crea un ambiente inospitale per i patogeni, basti pensare all’acido cloridrico prodotto nel momento della digestione; oltre al compito di degradare il cibo introdotto è un ottimo antisettico per il cibo stesso.

4 Lacrime, saliva e fluidi gastrici: Ricchi di enzimi protettivi, tra i quali l’enzima lisozima svolge un’azione antibatterica.

Assicurarsi l’integrità della pelle e mantenere le mucose orali igienizzate e protette sono sicuramente due strategie chi rientrano nel novero della ‘’prevenzione’’.

Come possiamo rinforzare le nostre barriere fisiche? Aiutando così il sistema immunitario?

Prime barriere fisiche: pelle e mucose orali

Disinfezione delle mucose orali: spray nasali e colluttori antimicrobici.

Le mucose orali (naso, bocca, gola) rivestono un ruolo cruciale. Sono il primo punto di approdo per xenobiotici come virus o batteri. Muco e ciglia poi, mantengono l’ordine in quel distretto che collega l’interno all’esterno.

Mantenere le mucose orali ben igienizzate quotidianamente può essere utile?

Una revisione pubblicata a settembre 2020 sulla Cochrane Library ha provato a fare il punto circa l’integrità delle mucose orali e orofaringee rispetto al possibile attacco di virus.

Gli autori hanno identificato già 16 studi (tutt’ora in corso) che stanno appunto testando preparati tra cui Curcumina, Incenso, Vitamina C, Oli essenziali, Olio di neem, Iperico, tutti con lo stesso scopo: la somministrazione di spray nasali o colluttori antimicrobici per mantenere ‘’disinfettato’’ il cavo oro-faringeo. In attesa dei risultati gli autori della revisione fanno notare che nessuno dei 16 studi ha preso in considerazione i possibili effetti avversi come, ad esempio, la modifica del microbiota orale e nasale e le sue conseguenze.

(Burton MJ, et al.)Burton MJ, Clarkson JE, Goulao B, Glenny AM, McBain AJ, Schilder AG, Webster KE, Worthington HV. Antimicrobial mouthwashes (gargling) and nasal sprays administered to patients with suspected or confirmed COVID-19 infection to improve patient outcomes and to protect healthcare workers treating them. Cochrane Database Syst Rev. 2020 Sep 16;9:CD013627. doi: 10.1002/14651858.CD013627.pub2. PMID: 32936948

Mantenimento di una cute sana e forte con gli omega 3

La pelle ci permette di sopravvivere a contatto quotidiano con gli agenti chimici e fisici che ci circondano, oltre che mantenere la regolazione della temperatura, ci consente di percepire l’ambiente esterno.

Mantenere la corretta elasticità e l’integrità dei tessuti è fondamentale per avere una pelle sana.

Perle di omega-3

Uno dei principali fattori che concorre a proteggere la salute della pelle è l’apporto equilibrato e sufficiente di omega-3, acidi grassi fondamentali e, purtroppo, oggi poco presenti nella classica dieta occidentale. Ad aggravare la situazione vi è il trend evolutivo delle nostre abitudini alimentari che mostra un significativo switch del rapporto omega 6/omega 3.

Cosa significa rapporto omega-6 e omega-3? Che devono essere introdotti nelle giuste quantità! Sebbene il corretto apporto sia 4 a 1 (4 ω:6 ogni 1 ω:3), gli sviluppi tecnologici dell’industria degli oli vegetali e lo sviluppo di mangimi cereali, a dispetto del pascolo, hanno prodotto uno sbilanciamento di questo rapporto al livello in cui, oggi giorno, la media di assunzione europea si attesta a ω:6 circa 20 volte superiori agli ω:3.

Dov’è il problema? L’infiammazione!

Più questo rapporto è sbilanciato verso gli omega-6, più aumenta l’infiammazione di basso grado che sovrintende a tutti i rischi cardiovascolari, obesità, diabete, disbiosi e chi più ne ha più ne metta. Gli omega-3 infatti producono ormoni tissutali definiti antiinfiammatori, al contrario degli omega-6 che producono prostaglandine a partire da acido arachidonico (pro-infiammatori). Il giusto rapporto tra i grassi omega permette il controllo dei mediatori infiammatori.

I grassi omega-3 non sono facilissimi da reperire, specialmente nel giusto apporto, ne sono ricchi i pesci azzurri di piccola taglia, ma anche il salmone, le noci, la borragine e l’olio di semi di lino. Le mandorle ad esempio possiedono gli omega-3, ma anche omega-6 di ben 9 volte superiori. Per questo motivo, una alimentazione deve essere ben calibrata per favorire il controllo dell’infiammazione.

Altri fattori importanti per la salute della pelle sono: l’idratazione, l’esposizione solare ed il corretto consumo di vitamine liposolubili. L’importanza dei grassi omega-3 viene rimarcata da una indagine della Harvard School of Public Health nel 2011 che mostra come una dieta povera di omega-3 è correlata al rischio di morte in misura maggiore rispetto alle ”diete ricche di acidi grassi trans’’, ‘’consumo di alcool’’ e ‘’diete a basso consumo di frutta o verdura’’.

Le diete a basso contenuto di grassi omega-3 sono più pericolose di diete con poche fibre, diete ricche di carni rosse e processate, consumo di alcool, dieta ricca di bevande zuccherate.

Fitoterapia per il benessere della pelle

  • Una menzione particolare per quanto riguarda la fitoterapia, se lo merita la Bardana, da sempre conosciuta come pianta amica della pelle. Si rivela particolarmente valida nel contrasto dell’acne, delle dermatiti, degli eczemi, della forfora ed in alcuni casi di psoriasi, grazie alla presenza di acidi fenolici dotati di proprietà antibiotica, antibatterica e antiflogistica. Ampiamente utilizzata anche nella medicina tradizionale mediterranea e cinese, la Bardana è stata sottoposta ad una revisione nel 2018 che ne ha confermato l’attività antinfiammatoria del composto attivo arctigenina presente nella Bardana come antinfiammatorio. Resta da capire la biodisponibilità di tale principio attivo in quanto è soggetto ad un vigoroso ‘’effetto di primo passaggio’’ nel fegato che ne riduce molto la disponibilità.
  • è stato dimostrato che l’estratto di Oenothera biennis, una pianta alta oltre un metro, dai vistosi fiori gialli, è in grado, di aumentare l’espressione del gene MYLK (MYosin Light chain Kinase), di promuovere la contrazione del collagene della matrice, la polimerizzazione dell’actina e la produzione di proteine ​​della matrice extracellulare essenziali. (Metabolites. 2021).
  • L’olio di borragine (Borrago Officinalis) ripristina il pH della pelle regolando l’attività o l’espressione della filaggrina e degli enzimi coinvolti nel metabolismo del lattato epidermico, degli acidi grassi liberi e degli aminoacidi. (Nutr Ris 2018)

Proteggere le barriere fisiche con l’utilizzo della mascherina.

In contemporanea al benessere della cute e l’igienizzazione del cavo orofaringeo, il miglior modo per aiutare il nostro sistema immunitario e difenderci dall’attacco è sicuramente uno schermo fisico: la mascherina.

Nei casi di emergenza, in mancanza di rimedi efficaci, ma anche nei periodi dell’anno soggetti a malanni di stagione, il tempestivo e rigoroso potenziamento delle barriere fisiche è il metodo più efficace per ridurre l’esposizione a patogeni.

La maschera standard per l’uso in ambienti sanitari è il respiratore N95, progettato per proteggere chi lo indossa filtrando il 95% delle particelle sospese nell’aria che misurano dai 0,3 micrometri (µm) in su. Nel momento in cui una persona respira o parla, starnutisce o tossisce, uno spruzzo sottile di particelle liquide prende il volo. Alcune sono grandi – visibili, uniformi – e prendono il nome di goccioline; altre sono microscopiche e classificate come aerosol. I virus per muoversi da un organismo all’altro cavalcano queste particelle; la loro dimensione determina il loro comportamento.

Le goccioline infatti, che vengono sparate nell’aria, potrebbero atterrare sugli occhi, sul naso o sulla bocca di una persona vicina e causare infezioni ma fortunatamente la forza di gravità le fa cadere verso il basso abbastanza rapidamente. Gli aerosol, al contrario, possono fluttuare nell’aria per minuti o ore, diffondendosi attraverso una stanza non ventilata, il loro moto somiglia molto al fumo di sigaretta. Il virus stesso ha un diametro di circa 0,1 µm più piccolo dei pori della mascherina, ma poiché i virus non lasciano mai il corpo da soli, una mascherina non ha bisogno di bloccare particelle così piccole per essere efficace. 

La flora batterica intestinale

I batteri intestinali sono fondamentali nel riconoscimento di agenti estranei per modulare la risposta immunitaria. Cosa significa?Significa che il sistema immunitario come priorità ha quella di riconoscere un vero agente patogeno!  Quando il sistema immunitario perde questa capacità di ”riconoscimento”, può rivolgere la sua risposta a sostanze innocue, come il cibo. Da qui hanno origine fenomeni allergici o autoimmuni. L’intestino in salute è un sistema capace di distinguere un agente xenobiotico, dal glutine o dal lattosio ad esempio, in maniera veloce e tempestiva.

Esiste inoltre un razionale scientifico molto forte che collega alcune patologie autoimmuni con la scarsa diversità microbica, ma anche con dermatite atopica, sindrome dell’intestino irritabile, intolleranze.

Mantenere la flora batterica in salute, rigogliosa, variegata, alimentandola ogni giorni con alimenti probiotici (ricchi di batteri colonizzatori dell’intestino) e prebiotici (fibre indigeribili che fungono da alimento proprio per i batteri dell’intestino), sembra poter favorire questo processo di riconoscimento e molto probabilmente contribuisce a mantenere il sistema immunitario efficiente.

Flora batterica intestinale e cute

La comunicazione tra flora batterica intestinale e flora batterica cutanea è tutt’ora investigata, ma si pensa sia presente. Uno dei più recenti studi descrive la possibile riduzione di dermatite atopica in bambini le cui madri in gravidanza e allattamento aveva utilizzato probiotici.

Amalia N, Systematic review and meta-analysis on the use of probiotic supplementation in pregnant mother, breastfeeding mother and infant for the prevention of atopic dermatitis in children. Australas J Dermatol. 2020 May

Flora batterica intestinale e polmoni

Per quanto riguarda l’importanza della flora batterica a livello immunitario può essere interessante citare un nuovo argomento.  Sembra esistere infatti, con tutta probabilità un asse Polmoni – Intestino. Alcune malattie polmonari croniche e infezioni respiratorie presentano come fattore comune una disbiosi batterica polmonare, con un aumento delle specie Proteobacteria e Firmicutes. Sembra emergere da recenti studi che la flora batterica intestinale possa comunicare con la nicchia batterica polmonare per mezzo di endotossine, metaboliti microbici, citochine e ormoni tramite il flusso sanguigno.

Recentissimi studi stanno iniziando ad osservare come cambiamenti delle specie microbiche possano cambiare le “risposte immunitarie” e “l’infiammazione“. La salute dell’intestino ha un ruolo critico nella mediazione di risposte immunitarie in distretti distanti, tra i quali anche i polmoni.

Gli studi scientifici

La supplementazione di inulina, un prebiotico, associato a Bifidobacterium lactis e longum può ridurre l’incidenza di infezioni invernali. Risultati analoghi sono stati riscontrati con lactobacillus casei. Inoltre è stato dimostrato che il trattamento con probiotici può migliorare l’efficacia del vaccino in termini di aumento del titolo anticorpale specifico e può ridurre l’incidenza di febbre e influenza. Considerando l’immunosenescenza che indebolisce il sistema immunitario con l’avanzare dell’età, l’utilizzo di probiotici potrebbe mantenere una condizione di equilibrio e protettiva per l’organismo soprattutto per gli anziani.

Fitoterapici, nutraceutici e probiotici: evidenza ed efficacia

Fitoterapico, Nutraceutico e probioticiLivello di EvidenzaLivello di Efficacia
Astragalo+++
Curcumina++/?
Echinacea+++++
Eleuterococco++/?
Funghi++++/+++
Lattoferrina++++
Liquirizia??
Omega-3-/+?
Papaya fermentata++/++
Peptidi bioattivi+?
Ginseng++
Probiotici+++/+++
Rodiola++
Schisandra++/++
Selenio++++
Uncaria-/+?
Withania++
Zinco++
Nutraceutici modulanti il sistema immunitario. Tratto da Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica – SINUT 2019

(estratto da Rinforzare il Sistema ImmunitarioNutrimed 2020)

Dr. Matteo D’Elia Biologo Nutrizionista antiage, membro del dipartimento scientifico di Santiveri Italia e Medical Writers.

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