I medici dei giocattoli rotti, la longevità passa da qui.

NEWS ANTIAGE DEL 28 OTTOBRE 2025

I medici volontari dei giocattoli rotti, la longevità passa da qui

DI DOTT. MATTEO D’ELIA

L’ultimo romanzo di Laura Imai Messina, L’ospedale dei giocattoli (Salani Editore, 2025), prende spunto da una straordinaria iniziativa giapponese: un network di oltre quattrocento “ospedali” dove medici volontari riparano giocattoli rotti.

Sono artigiani in pensione che, attraverso la Japan Toy Hospital Association, trovano una nuova occupazione e uno scopo. Secondo lo statuto dell’associazione, l’obiettivo è “promuovere le attività di riparazione dei giocattoli e migliorare le tecniche di riparazione”, attraverso lo scambio di informazioni, la fornitura di pezzi di ricambio e la formazione di nuovi “dottori dei giocattoli”.  

Questo esempio racconta perfettamente una visione profondamente orientale: la longevità e gli anziani come risorsa, non come peso. In Giappone, l’età è spesso associata a competenza, dedizione e rispetto. In Occidente, invece, gli anziani rischiano sempre più spesso di essere esclusi, marginalizzati. Come ha ricordato Papa Francesco, la nostra società è segnata da una “cultura dello scarto” che porta a considerare gli anziani come qualcosa da abbandonare — fino a definirla una forma di “eutanasia nascosta”.

Eppure, proprio dal modello giapponese arriva una meravigliosa lezione di invecchiamento di successo.

Anche Umberto Veronesi, parlando di longevità, sottolineava quanto sia fondamentale avere un interesse, una passione, qualcosa che dia senso alle giornate. L’amore per le persone, per una causa, per gli animali o per un hobby è una delle cure più efficaci contro la depressione e la perdita di stimoli.
Quando si ama e si prova curiosità, non si ha voglia di lasciare: si continua a lottare contro l’invecchiamento, sostenuti da uno scopo.
 

Il patrimonio cerebrale è uno dei quattro patrimoni chiave dell’invecchiamento di successo, insieme a quello muscolare, osseo e microbico. Tutti gli studi sulla longevità concordano: la socializzazione, l’inclusione e la partecipazione sono fattori di protezione essenziali — persino più della “ginnastica mentale” fatta di lettura, scrittura o esercizi di logica.

Perché nulla è più potente di uno scopo.

Quante volte abbiamo sentito di persone che “hanno aspettato a morire finché non hanno visto nascere il nipotino”? Sono esempi semplici ma profondi: chi ha un motivo preciso per vivere trova dentro di sé energie e vitalità inaspettate, e non si arrende finché non ha realizzato il proprio desiderio. Il loro segreto è racchiuso tutto lì — nella curiosità, nello scopo, nella voglia di continuare ad esserci.

 

Japan Toy Hospital Association