NEWS ANTIAGE DEL 20 OTTOBRE 2025
DI DOTT. MATTEO D’ELIA
Non sono certamente genitori da biasimare. Al contrario, si tratta spesso di una richiesta di aiuto consapevole, motivata dal desiderio di tutelare la salute dei propri figli. È importante, però, fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali.
Il primo riguarda l’alimentazione. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe partire dall’ambiente familiare: sono proprio i genitori a trasmettere le prime conoscenze di educazione alimentare e a costruire abitudini destinate ad accompagnare i figli nella crescita. Il nutrizionista può certamente intervenire anche in età evolutiva, ma attraverso percorsi personalizzati che rispettino i fabbisogni della crescita, evitando restrizioni inappropriate.
Il secondo riguarda il movimento. L’attività fisica dovrebbe essere prima di tutto gioco, sport e divertimento, possibilmente incoraggiata dall’intera famiglia. Alzarsi dal divano, spegnere la televisione, organizzare momenti senza smartphone e trascorrere più tempo all’aperto sono piccoli cambiamenti dall’enorme valore educativo. Anche l’allenamento strutturato può essere adatto ai minorenni, purché supervisionato e proporzionato all’età.
Può accadere che, nonostante il coinvolgimento del medico, dell’endocrinologo, dello psicologo o del nutrizionista, i risultati siano inferiori alle aspettative.
Ed è proprio qui che rischia di nascere un problema ancora più grande: la mancanza di risultati viene attribuita ai ragazzi stessi, accusati di non impegnarsi abbastanza o di non seguire correttamente le indicazioni ricevute.
Ma il sovrappeso nei ragazzi non è sempre spiegabile osservando soltanto quanto mangiano o quanto si muovono. Il peso corporeo è regolato da meccanismi biologici complessi, influenzati anche dalla genetica, dall’ambiente e dai cambiamenti ormonali.
Tra i 10 e i 15 anni, l’organismo attraversa una fase di profonde trasformazioni endocrine e metaboliche.
Gli ormoni tiroidei contribuiscono alla crescita ossea, allo sviluppo neurologico e alla maturazione dell’organismo. Parallelamente, l’ormone della crescita (GH), l’insulina e il cortisolo partecipano alla regolazione del metabolismo, della composizione corporea e della disponibilità energetica.
Non significa che durante l’adolescenza la tiroide lavori necessariamente al massimo o che questi ormoni siano sempre responsabili del sovrappeso. Significa, piuttosto, che la loro interazione rappresenta un elemento importante per comprendere i cambiamenti corporei durante la pubertà, soprattutto quando l’andamento del peso appare insolito rispetto alla crescita.
Innanzitutto, ridurre lo stress. Sì, anche i ragazzi si stressano! Lo stress persistente può influenzare il sonno, il comportamento alimentare e la regolazione del cortisolo.
Altrettanto importante è rispettare il ritmo sonno-veglia, limitare l’utilizzo degli smartphone nelle ore serali e favorire l’esposizione alla luce naturale.
Muoversi quotidianamente, anche attraverso attività leggere e piacevoli, contribuisce inoltre a migliorare la sensibilità insulinica e la salute metabolica.
Infine, tornare a mangiare cibo vero, privilegiando alimenti freschi, semplici e poco trasformati.
Un esercizio interessante? Provare a immaginare una spesa senza entrare in un supermercato, scegliendo prodotti acquistabili direttamente da agricoltori, allevatori, pescivendoli e piccoli produttori.
Carne, pesce, uova, formaggi, frutta, verdura, frutta secca e legumi: alimenti che possono costituire la base di un’alimentazione varia ed equilibrata, insieme ai cereali e ad altre fonti nutrizionali.
Perché aiutare un ragazzo a gestire il proprio peso non significa semplicemente farlo mangiare meno, ma comprendere ciò che accade nel suo organismo, accompagnarlo nella crescita e insegnargli a prendersi cura della propria salute senza sentirsi in colpa.
Autore:
Dr. Matteo D’Elia Biologo
Nutrizione e Nutraceutica Antiage Test di Nutrigenetica
Approfondimenti:
Stress: biologia, adattamento e patologia.
Microbiota Intestinale
Conformità parziale · WCAG 2.1 AA
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