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Dieta per cistiti ricorrenti

La cistite ricorrente è una infezione del tratto urinario decisamente frequente. Circa il 40 -50% delle donne in Italia subisce un episodio di infezione del tratto urinario durante la vita, e circa il 20%, dopo un primo episodio acuto, presenterà infezioni ricorrenti caratterizzate da tre o più episodi ogni anno.

Tra i 20 e i 50 anni, le infezioni del tratto urinario sono circa 50 volte più frequenti nelle donne con attività sessuale, poiché l’ingresso di germi attraverso il breve tragitto dell’uretra femminile è relativamente facile.

Ma perché viene la cistite?

Sono stati identificati batteri intestinali definiti uro-patogeni, cioè patogeni a livello urologico. Questi batteri sono sospettati di essere agenti causali, perciò una loro abbondanza nell’intestino è associata a maggiore incidenza di cistite.

L‘Escherichia coli ad esempio, è il batterio più frequentemente isolato nelle donne con infezione del tratto urinario, con incidenze che oscillano dal 75% al 90%.

Alimenti per la cistite: Cranberry

Normalmente quando si parla di mirtillo si intende il Vaccinium myrtillus, comunemente chiamato mirtillo nero; esistono però altre specie appartenenti allo stesso genere Vaccinium tra cui il frutto che andremo a trattare: il Vaccinium Macrocarpon, il Cranberry.

Nel 1923, molto prima della scoperta degli antibiotici, alcuni medici americani prescrivevano già il Cranberry per diminuire la ricorrenza delle infezioni urinarie, tra cui la cistite. Si pensava allora che gli effetti fossero dovuti ad una acidificazione dell’urina provocata dagli acidi organici contenuti nel succo della pianta, questa ipotesi fu rifiutata alla fine degli anni ’50, ma si sarebbe dovuto attendere il 1984 perché gli effetti della pianta trovassero una spiegazione scientifica.

Infatti è stato dimostrato e confermato successivamente, che le proantocianidine contenute nel succo di Cranberry sono un potente inibitore di adesione batterica, impediscono cioè che ”fisicamente” i batteri uro-patogeni si fissino alle pareti delle vie urinarie per innescare l’infezione.

Quanto Cranberry bisogna assumere? Le posologie ed i formati più studiati negli studi sono: Succo concentrato 500 ml; Estratti secchi 500 mg

Fermenti lattici, ogni giorno!

I batteri del genere Lactobacillus costituiscono parte integrante dell’ecosistema vaginale nella donna sana e rappresenta il principale meccanismo naturale di difesa contro lo sviluppo di microrganismi patogeni.

Ciò si realizza principalmente attraverso la trasformazione, operata dai lattobacilli, del glicogeno delle cellule epiteliali in acido lattico, con abbassamento del pH vaginale a valori compresi tra 3,8 e 4,4, creando un ambiente acido che risulta ottimale per la crescita dei lattobacilli, ma sfavorevole per la crescita di microrganismi patogeni.

I Lattobacilli sono organismi ”buoni”, colonizzatori del nostro intestino presenti nei prodotti caseari fermentati. I lactobacilli più studiati per i problemi come la cistite sono: il Lactobacillus Crispatus ed il Lactobacillus Rhamnosus

Vitamina C per la cistite

La vitamina C è ampiamente distribuita in natura e può essere assimilata attraverso l’alimentazione, tuttavia la quantità può variare in funzione del grado di maturazione, delle condizioni di conservazione e trattamento prima del consumo della materia prima.

La caratteristica principale dell’acido ascorbico è la sua capacità di rendere acida l’urina favorendo, come nel caso delle proantocianidine, la vitalità dei lattobacilli buoni a sfavore dei batteri uro-patogeni. Lo studio del dott. Carlo Genovese dell’Università di Catania, ha testato l’associazione di acido ascorbico e proantocianidine da Cranberry, rilevando che l’adesione batterica si riduceva fino al 50,9%.

Alimenti acidi che aiutano a controllare la cistite ricorrente

Non esiste un rapporto diretto tra un cibo acido al gusto e la sua reazione nell’organismo. Ad esempio: il Limone è molto acido in bocca, ma è un alimento alcalino, cioè basico.

Gli alimenti hanno una reazione nel nostro organismo di carattere acido, basico o neutro non legata dunque al loro sapore. Prendendo in considerazione l’effetto di alcuni alimenti sull’acidità delle urine, si possono determinare alcuni alimenti funzionali per le infezioni del tratto urinario.

Quando ingeriamo un determinato alimento questo può dare una reazione acida e quindi tendere a sottrarre sali minerali all’organismo; oppure una reazione basica con un’azione mineralizzante bilanciando o neutralizzando gli effetti degli acidi. Bene precisare che è possibile calcolare il carico potenziale dell’acido renale, chiamato anche PRAL (Potential Renal Acid Load) che consente una previsione appropriata degli effetti della dieta alimentare sull’acidità delle urine. Questo indice si ricava da una equazione che mette in relazione proteine, fosforo, potassio, magnesio e calcio di un alimento.

Si è potuto notare che ciò che influenza la non-proliferazione dei batteri urinari è l’impiego di diete ad elevato residuo acido. Infatti queste sostanze acide abbassano il pH urinario e, di conseguenza, non consentono ai batteri di aderire alle cellule epiteliali e di svilupparsi. Tra gli alimenti più indicati si trovano: Parmigiano, Avena, Crusca di frumento, Noci e Riso integrale.

NB. Importantissimo è mantenere l’equilibrio acido-base dell’organismo, evitando di eccedere verso la acidosi metabolica, ovvero un sovraccarico di sostanze acide immagazzinate in diversi tessuti. Rimane, anche per questo motivo, sempre indispensabile il consiglio del Nutrizionista.

Ho la cistite e vado sempre in bagno

Uno dei sintomi della cistite è l’aumento delle minzioni: un meccanismo di difesa per ridurre la carica batterica all’interno della vescica. In caso di infezione già in atto quindi è importante assumere liquidi per permettere all’urina di avere un volume sufficiente per creare lo stimolo urinario e lavare meglio le vie urinarie.

Numerosi studi evidenziano che in fase preventiva, assumere poca acqua facilita la proliferazione batterica, ma per contro, non ci sono evidenze che suggeriscano come bere almeno 2 litri di acqua al giorno limiti il numero di recidive.

Alla luce di questa evidenza, sembra utile aumentare l’idratazione in fase di infezione acuta, mentre è sufficiente idratarsi correttamente in fase preventiva. Alcuni studi hanno provato a mostrare come tè verde e tè nero abbiano aiutato a controllare il batterio Escherichia Coli, ma i risultati sono ancora da confermare.

La fitoterapia per la cistite ricorrente: Uva Ursina

La pianta di uva ursina è un basso arbusto sempreverde le cui bacche sono molto amate dagli orsi, da cui il nome “Uva ursina”. Tuttavia, sono le foglie che vengono usate in medicina.

L’Uva ursina contiene una sostanza, l‘Arbutina, che, a dosi di 400 – 800 mg al giorno presenta leggera attività battericida e aumenta l’idrofobicità di batteri come E. Coli, riducendone di fatto il potere di adesione.

La Cooperativa Europea scientifico Fitoterapia (ESCOP) è un’organizzazione scientifica con il compito di regolamentare l’utilizzo delle erbe tra i paesi europei. L’ESCOP raccomanda l’uva ursina per “le infezioni non complicate delle vie urinarie come cistiti quando il trattamento antibiotico non è considerato essenziale.”

I Nutrizionisti di Nutrimed hanno provato a riassumere queste indicazioni in un protocollo per la Cistite, il quale può e deve essere ritagliato su misura per ogni persona in base alle proprie abitudini ed alla gravità di infezione urogenitale:

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